Mediazione e crediti di imposta: La riforma Cartabia struttura il sistema dei crediti fornendo un’ulteriore opportunità di utilizzo di tale sistema.

Il 7 agosto 2023 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il D.M. Giustizia 1° agosto 2023 sugli incentivi
fiscali nella forma del credito di imposta nei procedimenti di mediazione e negoziazione assistita.
Questa manovra legislativa è volta a favorire il ricorso a procedimenti di risoluzione alternativa delle
controversie quali appunto la mediazione e la negoziazione assistita attraverso il rafforzamento dei benefici
fiscali a vantaggio delle parti e dei loro patrocinatori.
Il D.lgs. n. 28/2010
Per quanto concerne il procedimento di mediazione, l’art. 20 del D.lgs. n. 28/2010, così come modificato
dal D.lgs. n. 149/2022 (Legge Cartabia) stabilisce che:
1. Alle parti è riconosciuto, quando è raggiunto l’accordo di conciliazione, un credito d’imposta
commisurato all’indennità corrisposta, fino a concorrenza di euro seicento.
2. Nei casi di mediazione obbligatoria o quando la stessa è demandata dal giudice, alle parti è altresì
riconosciuto un credito d’imposta commisurato al compenso corrisposto al proprio avvocato per
l’assistenza nella procedura di mediazione, nei limiti previsti dai parametri forensi e fino a
concorrenza di euro seicento.
3. I crediti d’imposta previsti dal comma 1 sono utilizzabili dalla parte nel limite complessivo di euro
seicento per procedura e fino ad un importo massimo annuale di euro duemilaquattrocento per le
persone fisiche e di euro ventiquattromila per le persone giuridiche. In caso di insuccesso della
mediazione i crediti d’imposta sono ridotti della metà.
4. È riconosciuto un ulteriore credito d’imposta commisurato al contributo unificato versato dalla parte
del giudizio estinto a seguito della conclusione di un accordo di conciliazione, nel limite
dell’importo versato e fino a concorrenza di euro cinquecentodiciotto.
PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
Le domande per poter accedere al credito di imposta devono essere presentate dal soggetto interessato
esclusivamente su piattaforma accessibile dal sito giustizia.it, a pena di inammissibilità entro e non oltre il 31
marzo dell’anno successivo alla conclusione della procedura, mediante credenziali SPID, CIEId almeno di
livello due e CNS. Qualora la domanda venga presentata per conto di una persona giuridica, l’accesso alla
piattaforma avviene con l’identità digitale del legale rappresentate della persona giuridica.
Il soggetto interessato tramite autodichiarazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 dovrà attestare di essere in possesso dei requisiti per
ottenere il beneficio.
CONTENUTO GENERICO DELLA DOMANDA
La domanda per poter accedere all’attribuzione del credito deve contenere:
a) I dati identificativi, codice fiscale o partita iva del beneficiario;

b) Gli estremi e la data delle fatture emesse sia dall’organismo che dall’avvocato;
c) Una dichiarazione sulle modalità, l’importo la data e gli estremi identificativi del pagamento
effettuato in favore dell’organismo e dell’avvocato;
d) Un indirizzo pec per ricevere le comunicazioni relative alla domanda.
CONTENUTI AGGIUNTIVI
Al contenuto di cui sopra si aggiungono i contenuti c.d. aggiuntivi che variano a seconda se c’è stato il
raggiungimento dell’accordo di conciliazione o meno, o da fatto che la mediazione sia stata demandata dal
Giudice.
A) RAGGIUNGIMENTO DELL’ACCORDO
In caso di raggiungimento dell’accordo di conciliazione, l’art. 4 D.M. richiede di inserire nella domanda
anche:
1) Il numero d’ordine dell’Organismo davanti al quale si è svolta la mediazione;
2) La dichiarazione di raggiungimento dell’accordo con numero del procedimento e data dell’accordo;
3) La dichiarazione del valore della lite determinata in conformità al regolamento attuativo dell’art. 16,
D.lgs. n. 28/2010;
4) L’indicazione della materia a fini statistici quando l’accordo definisce una controversia oggetto di
mediazione obbligatoria.
B) MANCATO RAGGIUNGIMENTO DELL’ACCORDO
Quando invece la mediazione non si conclude con il raggiungimento dell’accordo di conciliazione vanno
indicati all’interno della domanda:
1) Il numero d’ordine dell’Organismo di Mediazione
2) La dichiarazione sul valore della lite
3) Il numero identificativo del procedimento di mediazione inserito la data del verbale di constatazione
del mancato raggiungimento dell’accordo
4) La dichiarazione del valore della lite
5) L’indicazione a fini statistici della materia se la mediazione era obbligatoria.
C) MEDIAZIONE DEMANDATA DAL GIUDICE
Se la mediazione è stata demandata dal Giudice, all’interno della domanda devono essere indicati:
1) Il numero di ruolo del fascicolo giurisdizionale e estremi dell’ordinanza che demanda la mediazione;
2) La data dell’ordinanza che dichiara l’estinzione del procedimento, incluso il numero di ruolo;
3) Il numero d’ordine dell’organismo che ha odiato;
4) La dichiarazione di raggiungimento (o di non raggiungimento) dell’accordo e la data;
5) Il numero di procedimento inserito nei registri degli affari di mediazione;
6) Il valore della lite determinato davanti all’organismo;

7) Lo scaglione di valore applicato dall’avvocato per il calcolo del compenso fatturato.
In caso di raggiungimento dell’accordo per ottenere il credito di imposta commisurato al contributo
unificato, devono essere inseriti all’interno della domanda anche gli estremi della ricevuta elettronica di
versamento, effettuato con il sistema PagoPA e/o gli estremi della ricevuta del bonifico bancario e postale
con cui è stato pagato il contributo unificato.

PLURALITA’ DI CREDITI
In caso di pluralità di crediti ossia nell’ipotesi in cui lo stesso soggetto chiede il riconoscimento di più crediti
di imposta deve presentare una domanda annuale cumulativa con indicazione specifica di ciascuna procedura
nell’ambito della quale è sorto il credito che intende fare valere.

VERIFICHE SULLA REGOLARITA’ DELLA DOMANDA
Il Ministero della Giustizia ha il compito di verificare la regolarità delle domande presentate e di comunicare
alla parte che ha presentato la domanda l’importo ammesso al beneficio del credito di imposta per ciascuna
richiesta.
Il credito viene riconosciuto con decreto del Capo Dipartimento per gli affari di giustizia ed entro il 30 aprile
dell’anno in cui è stata presentata la domanda.